La perfetta letizia

tavola-settembre

Questo appuntamento ci permette di avvicinarci un po’ di più ai brani evangelici che dalla prossima volta incontreremo e cercheremo di assimilare. In un certo senso ci introduce nella “Buona Novella”, con una visuale magari nuova per qualcuno, e questo mi sembra bello.

Questa volta troviamo S. Francesco in viaggio con frate Leone. Il brano è arcinoto, si trova nei “Fioretti” col titolo: “Della vera e perfetta letizia” al quale rimandiamo chi volesse approfondire.

Noi qui utilizziamo per comodità e spazio la versione adottata da Angelo Branduardi e anche musicata a mio parere con abilità e sensibilità.

La predica della perfetta Letizia

Era il tempo dell’Inverno ormai e Francesco Perugia lasciò

Con Leone camminava ed un vento freddo li gelava.

E Francesco nel silenzio alle spalle di Leone chiamò:

“Può essere santa la tua vita, sappi che non è la letizia,

puoi sanare i ciechi e cacciare i demoni dare vita ai morti e parole ai muti,

puoi sapere il corso delle stelle, sappi che non è la letizia.

Quando a Santa Maria si arriverà e la porta non si aprirà,

tormentati dalla fame, nella pioggia a bagnarci staremo,

sopportare il male senza mormorare, con pazienza e gioia saper sopportare.

Aver vinto su te stesso sappi, questa è la letizia.

 

Nei precedenti appuntamenti, abbiamo visto brevemente insieme che noi uomini siamo fatti di “interiorità” ed “esteriorità” e che è l’interiorità ad avere una priorità nei confronti della sua sorella. Il brano francescano (che ci permette di inserirci meglio nel tema, vista la nostra ispirazione) che oggi abbiamo a disposizione è un tentativo di far sì che l’interiorità venga orientata al bene, così da portarsi dietro l’esteriorità così che le azioni compiute siano buone ed edificanti, e il Vangelo sia reso visibile nel mondo.

A proposito di Sacra Scrittura, l’odierno celeberrimo brano, è senz’altro ripreso dalla Lettera di Giacomo:  “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.” Gc. 1,2-3

Oggi dunque mettiamo una pietra miliare sul nostro cammino: per vivere e per viaggiare meglio, bisogna sforzarsi di conoscere se stessi e le proprie risorse, e curare la vicinanza al Signore e coi fratelli/sorelle.

La vita, come il viaggio che ne è metafora, ha certamente valore in sé, ma è bene anche sapere da dove si viene e dove si va per dare un senso al tutto.

Oggi più che mai è necessario vivere buone relazioni in umiltà e stile di servizio, qui sta la nostra gioia.

Ruggero Radaelli

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