L’accompagnamento di Emmaus

Lc. 24, 13 – 35

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L’episodio dell’incontro dei due discepoli di Emmaus ci serve, in quanto abbiamo bisogno di capire meglio la vicinanza di Gesù nel cammino della vita. Ci serve anche come paradigma, per il nostro accompagnare altri fratelli che condividono il cammino della vita con noi. Il fatto è narrato nelle battute finali del Vangelo di Luca, e lo possiamo definire una liturgia della strada perché sta a significare che Dio ci raggiunge là dove siamo (e noi siamo sempre in viaggio). E’ un rito che si svolge fuori dagli “spazi del sacro” proprio perché tutto possa essere consacrato  al Signore, tutta la vita…..è questo il “culto gradito a Dio” (cf. Rm. 12,1).

Il card. Martini diceva: “Incontrare Cristo significa mettersi sulla strada dell’esperienza dell’amore, della gioia, della bellezza della verità. Significa non avere paura di aprirsi a Cristo ed entrare nel suo mistero”.

martini

E’ necessario dunque uscire da sé e mettersi in cammino, incontrare ed accogliere.La strada è la vita e la vita è l’occasione di salvezza, dell’incontro con la salvezza.

Teniamo presente che il brano evangelico in questione ci parla di due viaggi: quello di Gesù attraverso la morte per approdare alla risurrezione e quello dei discepoli per testimoniarlo. In mezzo a questi due viaggi c’è l’incontro, più o meno velato, più o meno misterioso, ma dalla grande forza spirituale che muove dall’interno anche se stimolato dai sensi ( videro, parlarono….).

emmaus

Tentiamo di rivivere la scena…..

Gesù in persona si avvicinò  e camminava con loro….

Accompagnare: se cerchiamo l’origine della parola, scopriamo che ha le sue radici nel latino cumpanio, accompagnare dunque come condividere lo stesso pane. Ma prima di condividere lo stesso pane, accompagnare significa farsi carico del fratello, mettersi accanto e condividere il pane della solitudine, della delusione e dell’amarezza.

Accompagnare significa lasciare spazio all’altro, quello spazio in cui mostrare un volto che rivela fame  di dialogo, di relazione, di ascolto, e alla fine i due sull’esempio di Gesù viandante, tornano a Gerusalemme avendo imparato lo stile dell’ascolto e della comunione, che comincia col ritorno in comunità mettendo in comunione ed ascoltando.

Ruggero Radaelli

 

Preghiera per viandanti

Signore, all’alba della nostra vita noi sappiamo di appartenere soltanto a te

volevamo camminare con passo deciso verso di Te.

 Non sapevamo che la stella illumina differenti sentieri non sapevamo che risplende anche in acque stagnanti non pensavamo che brillasse sui buoni e sui cattivi.

 Non conoscevamo le vie tortuose e impervie i vicoli ciechi e  i lacci nascosti per farci cadere le strade impraticabili e i torridi deserti.

 Non sapevamo di essere solo dei viandanti dei pellegrini a un tempo itineranti ed erranti dei nomadi in cerca di terra e di cielo.

 Signore concedici di partire e trovare sorgenti di non lasciarci attirare dall’acqua stagnante di non perdere il gusto dell’acqua di fonte.

 resta sempre accanto a noi nel nostro cammino per sostenerci nella ricerca del tuo volto di luce per guidarci di notte con il fuoco e di giorno con la brezza.

 Quelli che si sono smarriti ritornino a Te quelli che non ti hanno conosciuto possano incontrarti quelli che sono morti si ritrovino in te.

Ufficio monastico di Bose

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