CAMMINARE DONANDO (sfogliando le Beatitudini)

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Il Regno dei cieli è il mondo come Dio lo vuole.

Il Regno dei cieli è la meta della vita.

Fissando la meta, la fede traccia un percorso, sul quale non si è più soli nemmeno di fronte alla sconfitta e al dolore, perché si ha costantemente accanto qualcuno che ci ascolta  e ci conforta. Non uno qualsiasi di noi, ma niente di meno che il Signore stesso, che tramite il Figlio, pone una mano sulla nostra spalla.

Se anche Gesù ha sofferto e per di più per l’ottusità del potere terreno, significa che la sofferenza patita da noi e causata da mano maldestra è un segnale che si è sulla strada giusta.

Il male non sopporta l’affermazione del Regno di Dio, e la mano sulla spalla, ovvero la condivisione, è proprio il segno che la solitudine e il dolore hanno le ore contate, mentre l’amore no!

Frugo nella mia bisaccia e, rovistando anche nel recente passato, scopro che un aiuto ci viene anche da don Tonino Bello, che ci ricorda che l’uomo nel dolore è in una collocazione provvisoria….. e comunque anche nel dolore si può vivere e donare amore, che è il legante nella edificazione del Regno e il Regno stesso.

Compito di tutti è di far sentire quella mano (quella del Signore) sulla spalla di chi soffre e non escludere nessuno.

 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti,perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.   Mt. 6

 

Questo non è un testo che invita all’astrazione dall’impegno, è piuttosto una conferma riguardo il fondamento del Regno così che esso prenda forma anche qui su questa meravigliosa terra. E comunque beati noi se sapremo offrire buona vita al prossimo pure nella difficoltà.

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Cammino e contemplo alzando gli occhi al cielo,

abbassando lo sguardo alla strada

Imparo dalle rose
il movimento del dare
dagli insetti come difendersi e percepire
dagli uccelli come si possa estrarre succo dalle foglie
così parlo a te
che non so chi sei

Abbiamo imparato dalle donne come illudere e conquistare
dai genitori a non rubare
dai bambini a giocare senza porsi limiti
seguendo la nostra visione del mondo

L’allegria ci passa accanto
tra assordanti rumori
abbiamo perso tempo e lacrime
e nella vita a sorridere e sopportare

 nelle chiese a non pregare 
nelle scuole a non comprendere
e ad ascoltare altre visioni del mondo

Giardini e notti ci attendono di nuovo
nell’anno che verrà l’oscurità non ci fa più paura ormai

Imparo dalle rose
il movimento del dare
dagli insetti come difendersi e percepire

Sgalambro

Ruggero Radaelli Diacono

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