Il pellegrinaggio come metafora dell’esistenza umana nel Signore.

Siedo sul ciglio della strada.

Il guidatore cambia la ruota.

Non mi piace da dove vengo.

Non mi piace dove vado.

Perché guardo il cambio della ruota

con impazienza?

B. Brecht

 

Oltre al dato antropologico fondante riguardo il peregrinare, nella Bibbia c’è un altro modello che raccoglie  quasi tutta l’esperienza dell’Israele biblico di cui tra l’altro abbiamo già parlato in questo blog. Tale esperienza si articola in tre profili differenti: quello dei patriarchi,  dell’esodo e di Sion.

 

abramo

 

 

Abramo.

Tra i patriarchi, Abramo è raffigurato secondo la fisionomia del pellegrino a partire dalla sua vocazione. Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe. Da allora sarà sempre un pellegrino, “un forestiero e un uomo di passaggio”, come egli stesso dichiara anche quando sarà nella terra promessa (Gn 23,4) e come lui sarà Giacobbe – Israele, emigrante in Paddan – Aram e in Egitto ove chiuderà i suoi giorni.

 

Esodo.

La parabola dell’esodo con tutte le sue tappe (uscita, deserto, prova, tentazione, peccato, ingresso nella terra di Canaan) potrebbe essere la raffigurazione delle varie vicende di un pellegrinaggio che comprende anche il tempo dell’oscurità, del silenzio divino, della infedeltà umana, della tentazione a ritornare verso la schiavitù. Da questa esperienza viene un grande insegnamento, che riguarda questo nostro cammino molto da vicino: “Amate dunque il forestiero perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto” (Dt 10, 19).

 

Israele pellegrino a Sion.

“Tre volte all’anno, ammonisce la Torah, salirai per comparire alla presenza di Dio” (Es 34, 24).

La testimonianza più alta di questo pellegrinaggio è nei cosiddetti “canti delle ascensioni”, un fascicolo di 15 salmi, dal 120 al 134, che possono essere considerati come un libro del pellegrino. A noi oggi occorre solo menzionare il Salmo 122 che unisce in felice sintesi l’istante in cui si varcano le soglie di Sion e il giorno ormai lontano in cui si pronunziò la decisione di “andare alla casa del Signore”.

L’arrivo a Gerusalemme è la meta sospirata che genera una gioia primordiale che cancella la fatica del lungo cammino.

CROCE SU MEZZALUNA

 

Salmo 122 (121)

Canto delle salite. Di Davide

Quale gioia, quando mi dissero:

«Andremo alla casa del Signore!».

Già sono fermi i nostri piedi

alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita

come città unita e compatta.

4 È là che salgono le tribù,

le tribù del Signore,

secondo la legge d’Israele,

per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,

i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:

vivano sicuri quelli che ti amano;

sia pace nelle tue mura,

sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici

io dirò: «Su te sia pace!».

Per la casa del Signore nostro Dio,

chiederò per te il bene.

 

 

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