Il Viaggio dei Pastori

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La scena dell’annunciazione ai pastori si chiude con la partenza dei messi
celesti (Lc 2,15). Da questo momento in avanti comincia il primo
pellegrinaggio a Gesù bambino. Sono questi ultimi della terra che,
“senza indugio”, a differenza del sospettoso Zaccaria, padre del Battista,
corrono verso Betlemme.

E’ curioso notare come tutto il racconto di Luca sia
costellato di verbi di moto e di sorpresa: “Andiamo, vediamo, conosciamo,
andarono, trovarono, videro, riferirono, tutti udirono, si stupirono, tornarono
glorificando e lodando Dio per quanto avevano udito e visto”.
La meta di questo pellegrinaggio è il Natale caratteristico di Luca,
l’evangelista dei poveri. Un Natale diverso da quello più solenne di Matteo che
aveva introdotto la scena sfavillante e planetaria dei Magi con astri, Erode,
sacerdoti, Gerusalemme, aromi, oro e incenso, adorazioni da terre remote.
Luca, invece, ritrae solo questa famiglia di profughi.

Da “I Vangeli di Natale” di G. Ravasi

Festa di padre per il figlio maschio, vengono con formaggio i pastori
accampati nei dintorni. Conoscono le stelle, ci dormono accovacciati sotto e
sanno che le stelle hanno lettere, linee, che le notti sono pagine stese.
Vengono a congratularsi, “ è nato un maschio”, i pastori, uomini che
vegliano e sorvegliano greggi e stalle.

Da “Le sante dello scandalo” di E. De Luca

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Preghiera coi pastori

Gesù, i pastori non sono soltanto
i primi “abusivi”, “non aventi diritto”, gli “esclusi”, da Te accolti e considerati. Appartengono anche alla razza
delle “creature di movimento” che Tu prediligi.
lo, purtroppo, ho maturato la vocazione del sedentario.
Continuo a stare accovacciato accanto al mio focherello,
custodendo il gregge delle mie placide abitudini.
Sonnecchio al tepore rassicurante di quello che so, di ciò che ho letto sui libri.

Nessuna musica di angeli riesce a svegliarmi,
scuotermi, mettermi in piedi. Una vita senza slanci, senza sussulti, niente sorprese.

Non amo il movimento.

Gesù, vorrei che il Tuo Natale fosse l’occasione per recuperare il gusto di camminare per “andare a vedere”, come hanno fatto i pastori, con i miei occhi,

Qualcosa che può trasformare la mia esistenza.

A. PRONZATO,

“La novena di Natale davanti al Presepe”, ed. Gribaudi.

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