Tutti pellegrini di Emmaus…il racconto di Chiara.

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Tutti pellegrini di Emmaus

Signore Gesù, guardaci!

Vedi, siamo tutti pellegrini di Emmaus,

siamo tutti uomini che faticano nell’oscurità della sera.

E anche i nostri cuori sono vigliacchi.

Vieni sulla nostra strada, brucia il cuore anche a noi.

Entra con noi a sederti al nostro fuoco,

affinché, esultanti di una gioia trionfale,

ci rialziamo a nostra volta

per correre a rivelare la gioia a ogni uomo nel mondo,

nell’amore, per sempre, fino al nostro ultimo respiro.

Abbè Pierre

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Il Racconto di Chiara in viaggio verso Santiago di Compostella

L’emozione, le speranze, le aspettative, l’essenziale …. Così avevamo pronti gli ingredienti per il nostro cammino .. e Santiago ci ha sorpresi, facendoci gustare il sapore di un cammino che viene modellato su di te, passo dopo passo, realizzando per ognuno un capolavoro con un significato diverso.

Per noi è stato l’anteprima di un cammino di vita. E’ come se ci fosse stata data la possibilità di spiare attraverso il buco della serratura l’eventualità di una vita insieme …. e, come quando nasce una storia, anche questo viaggio era partito con tante idee e progetti.

Poi, come spesso succede, la vita ti sconvolge i piani, e sei costretto a fermarti, cambiare tutti i programmi, così … subito … senza preavviso … lì per lì senza capire il significato di quello che potrebbe sembrare un dispetto del destino. Ed è lì che lo zaino diventa più pesante … a volte uno è costretto a portare anche il doppio del peso per cercare di andare avanti.

Poi, pian piano, si riparte, e nel frattempo ti accorgi che altre persone stanno percorrendo la tua stessa strada, condividendo con te le stesse fatiche, hanno altre vite, altre esistenze, magari lontane anni luce dalla tua, ma che in quel momento viaggiano vicine l’una all’altra, anche se solo per un breve tratto e inevitabilmente lasciano un loro segno, la loro impronta su di te. Senza accorgerti percorri tanti chilometri insieme, e solo quando le strade si dividono e si è costretti a dirsi addio, capiamo quanto la presenza di quelle persone alleggerisse in realtà la fatica e le difficoltà del cammino.

Il cammino insegna, insegna a dominare se stessi, ad apprezzare il viaggio e chi ti cammina accanto, e ti insegna a camminare con il giusto passo, che non può essere uguale a quello degli altri ma è tuo e dei pochi che scelgono di proseguire con te. Il cammino è pazienza … attendere i bisogni del tuo compagno, accogliere le sue difficoltà, dividere il peso del suo zaino.Non riuscire a volte a vedere la meta, ciò nonostante continuare a camminare affidandosi ai segni lungo la strada, aspettando che sorga il sole per avere un po’ di luce. Affidandosi alle parole di chi è passato prima di te e scoprire la metafora con la vita stessa.

Camminare per assaporare attimi come quello in cui scorgi la cattedrale e vedi il concretizzarsi di tutte le tue fatiche, oppure camminare fino a vedere il sole tuffarsi nell’Oceano al termine del giorno e capire che quella è l tecnologia più bella i assoluto.

Il cammino ti rimane dentro. Siamo tornati riportando con noi la gratitudine per aver ricevuto attimi di silenzio, riflessione, vita semplice e … paradiso. Il vivere senza fretta, lasciando che il tempo venisse scandito dai passi, condividendo con altri la meraviglia del sorgere del sole, dei colori dei fiori in uno spazio così fuori dal tempo da sembrare lontanissimo dalla vita ordinaria scoprendo quanto abbiamo tutti bisogno di fare un’esperienza simile.

Chiara

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