Dante canta il cammino della Vita.

All’inizio del suo capolavoro, Dante Alighieri dichiara di essersi smarrito (Inferno 1,1 ss) “nel mezzo del cammin” di sua vita, in una selva oscura e di sentirsi impedito a procedere nella sua esperienza religiosa da tre bestie.

Evidentemente, Dante vuole esprimere le difficoltà esistenziali nelle quali si trova forse verso i suoi 35 anni.

Dante

In questo preciso momento Dante si affida alla preghiera biblica, a tutti nota, del Miserere e in essa trova conforto e liberazione.

Il Miserere è uno dei Salmi penitenziali proposti dalla Chiesa come preghiera tipica del tempo liturgico quaresimale. Viene solitamente attribuito al re Davide, che l’avrebbe pregato dopo aver commesso il duplice peccato di adulterio con Betsabea e di omicidio nei confronti del marito di lei, Uria.

 

Pietà di me, o Signore,

secondo la tua misericordia.

Non guardare ai miei peccati

e cancella tutte le mie colpe.

Crea in me o Dio un cuore puro

e rinnova in me uno spirito

di fortezza e santità.

 

Qui è evidente l’atteggiamento spirituale che Dante vuole assumere all’inizio di un cammino assolutamente inedito, che lo porterà dalla terra al cielo, anzi dal luogo della pena eterna, che consiste nell’assenza definitiva di Dio, al luogo del gaudio eterno con il Signore (cf. 1 Ts 4,17). Quello che Dante scrive non è solo frutto di esercizio letterario, religiosamente ispirato, ma testimonianza di un sofferto travaglio personale.

Dante confessa il suo peccato e chiede perdono a quel Dio che secondo la testimonianza delle Scritture, è ricco di misericordia (cf. Ef 2,4). Altro non desidera Dio, se non di effondere il suo amore paterno su di noi, perdonando le nostre colpe per poterci riammettere alla dolce comunione con sé. Infatti “da morti che eravamo per i peccati (egli) ci ha fatto rivivere con Cristo” ( cf. Ef 2, 4-7).

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Questa sorta di “risurrezione”, Dante l’ha desiderata per se stesso e invocata nella preghiera.

 

Signore Gesù,

la tempesta è vita e la vita è tempesta:

non c’è via di fuga;

ma questo è l’importante:

nella tempesta tu sei con noi,

faro e presenza sicura.

Per questo noi ti lodiamo

ora e per sempre.

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