Il viaggio e la guida.

Rimanendo nell’ambito del “viaggio come metafora della vita”, questa volta ci accostiamo al testo del Libro di Tobia osservandolo piuttosto sinteticamente dal punto di vista del capo famiglia.

San Raffaele e Tobia

 

Tobi (padre di Tobia), a suo tempo, avrebbe avuto bisogno di una persona a cui confidare le piaghe della propria vita, le ferite più profonde, per meglio comprendere e crescere. Ecco perché vuole a tutti i costi che Tobia abbia una guida, un accompagnatore non solo per il viaggio in Media, ma per il viaggio della vita.

Tobi non ritiene che la crescita del figlio si possa esaurire nel rapporto genitore-figlio, o all’interno della cerchia familiare; ogni figlio, oltre al padre e alla madre, per crescere davvero, per giungere alla maturità dell’adulto, deve trovare sulla propria strada altri ‘padri’ e altre ‘madri’ (famiglia allargata).

Se Dio giudica che una persona abbia bisogno della guida (dunque questione della vocazione), non tarderà a porre sulla sua strada colui che il cuore attende.

Per scegliere al meglio la propria guida, essa:

  •  deve ispirare fiducia, ovvero uno che guidi nell’itinerario perché ne è personalmente esperto .

non si può accompagnare nel cammino della vita semplicemente appoggiandosi su conoscenze di studio (cultura), ma lo si può fare solo quando queste conoscenze sono diventate carne e sangue (sperimentazione ed esperienza concreta).

  • deve essere capace di saper leggere in modo positivo e fiducioso la vita.pellegrinaggio_assisi_gubbio

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